Roma, 19 nov. (askanews) – “Il cristiano è chiamato ad essere custode del creato, a lodare Dio per le Sue creature, a contemplarle e a proteggerle. Le stagioni che si alternano ci mostrano i volti meravigliosi del giardino di Dio. Lo stesso Creatore ha affidato all’uomo e alla donna il compito di coltivarlo e custodirlo con armonia, perché l’essere umano è il coronamento e il custode del creato. Se non siamo custodi del giardino della creazione, finiamo per diventarne devastatori”. Così Papa Leone XIV durante l’udienza generale di oggi a San Pietro nella quale, riprendendo il ciclo di catechesi che si è svolto lungo l’intero Anno Giubilare “Gesù Cristo nostra speranza”, ha incentrato la sua meditazione sul tema “La Risurrezione di Cristo e le sfide del mondo attuale. Spiritualità pasquale ed ecologia integrale”.
“Papa Francesco con l’Enciclica Laudato si’ – ha ricordato il Pontefice – ci ha indicato l’estrema necessità di uno sguardo contemplativo: se non è custode del giardino, l’essere umano ne diventa devastatore. La speranza cristiana, dunque, risponde alle sfide cui oggi l’intera umanità è esposta sostando nel giardino in cui il Crocifisso è stato deposto come un seme, per risorgere e portare molto frutto. Il Paradiso non è perduto, ma ritrovato. La morte e la risurrezione di Gesù, così, sono fondamento di una spiritualità dell’ecologia integrale, fuori dalla quale le parole della fede restano senza presa sulla realtà e le parole delle scienze rimangono fuori dal cuore”.









