È stato battuto all’asta da Sotheby’s a New York il water d’oro massiccio di Maurizio Cattelan. Uno di due esemplari creati dal padovano nel 2016, uno dei quali rubato dalla casa natale di Winston Churchill e mai più recuperato, è stato venduto per poco più di 12 milioni di dollari, il prezzo del metallo prezioso più i diritti di asta. Si partiva da una base d’asta da 10 milioni di dollari.

Delusione però per la vendita perché Sotheby’s e Cattelan avevano sperato che qualsiasi plusvalore al di là di quello materiale dell’oro l’avrebbe detta lunga sul prezzo della creazione artistica. Il venditore era Steve Cohen, il proprietario della squadra dei Mets.

“Il commento tagliente di Cattelan sulla collisione tra produzione artistica e valore di mercato non è mai stato così attuale”, commenta Sotheby’s che nota i paralleli tra il “cesso a 18 carati” e l’altrettanto leggendario Fountain (l’orinatoio di porcellana) di Marcel Duchamp. Come dimostrato con Comedian, la banana appiccicata al muro con lo scotch pagata (e poi mangiata) oltre sei milioni di dollari da un tycoon delle criptovalute, è un pensiero ricorrente nel percorso artistico dell’artista padovano: come si attribuisce valore a un’opera d’arte? “America” è diventata un fenomeno culturale quando nove anni fa è stata installata nel bagno del quinto piano del Guggenheim.