Boom di domande per il bonus elettrodomestici fino a 200 euro, per comprare grandi apparecchi made in Ue che garantiscono un risparmio energetico. Ieri, nel giorno del click day, con alcuni problemi tecnici superati in poche decine di minuti, sono arrivate sull’app Io e sul sito www.bonuselettrodomestici.it circa 550mila domande. Quasi sicuramente oltre il numero massimo di voucher che possono essere concessi con le risorse a disposizione. Le domande sono infatti tecnicamente sufficienti a coprire i 48,1 milioni di fondi dell’iniziativa voluta dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, gestita tecnicamente da PagoPa e Invitalia.

Tuttavia i cittadini potranno continuare a fare domanda, con la speranza di ottenere il voucher perché magari in tanti non hanno rispettato i requisiti richiesti oppure non utilizzeranno lo sconto, rottamando contemporaneamente un elettrodomestico dello stesso tipo, ma più inquinante, entro il limite dei 15 giorni. L'incentivo consiste in uno sconto del 30% sul prezzo degli elettrodomestici fino a un massimo di 100 euro (che salgono a 200 euro per chi ha un Isee entro i 25mila euro).

Ora ci vorranno circa due giorni per validare i primi voucher (conta l’ordine cronologico delle richieste ricevute da PagoPa), verificando ad esempio che nello stesso nucleo familiare coabitante non si sia fatta più di una domanda, oppure che non si sia dichiarato un falso Isee. A quel punto, come detto, ci saranno 15 giorni per utilizzare il voucher. Se lo sconto non sarà utilizzato in tempo, oppure lo sconto sarà inferiore al massimo richiesto, le risorse rientreranno automaticamente in gioco. Man mano, quindi, un algoritmo continuerà ad accogliere le domande, previ controlli incrociati con anagrafe e Inps, scorrendo la graduatoria in ordine cronologico. Si aprirà invece un nuovo round di domande solo nell’ipotesi remota che avanzino delle risorse dopo aver scorso tutto l’elenco delle richieste arrivate. In ogni caso, comunque, non si potrà andare oltre il 31 dicembre di quest’anno. Visto il successo della misura, però, si va verso la proroga nel 2026 e nel 2027 grazie a un apposito emendamento di Forza Italia, sostenuto dal Mimit, in manovra.