Si tiene oggi la prima conferenza dell'Italofonia a Villa Madama, attraverso la quale si vuole consolidare il ruolo della lingua italiana come veicolo di cooperazione e crescita fuori dai confini nazionali.
Un’iniziativa che si rivolge soprattutto a quei Paesi dove già oggi l’italiano è una lingua diffusa - come Svizzera, Romania, Argentina, Somalia, regione dei Balcani - e che permette di rispondere «alla sempre crescente domanda di Italia che c’è nel mondo», dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’italiano è «una lingua che ci identifica – prosegue la premier - ed è parlato da oltre 80 milioni di persone fuori dai confini nazionali». La promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, sottolinea quindi Meloni, «è un investimento strategico, non meno importante della promozione della nostra offerta economica o industriale».
L’evento, organizzato dal ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, al quale hanno partecipato la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e altri attori istituzionali, come Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri, punta a trovare nuove strade per rendere l’italiano sempre più «uno strumento di diplomazia, cultura, pace e sviluppo», dice Tajani. «Questo è il battesimo di una comunità», aggiunge il titolare della Farnesina. «Nel continente africano, dove ci sono sempre più ragazzi che vogliono studiare l’italiano: è un modo per far avvicinare questi giovani e farli diventare ambasciatori del loro Paese in Italia e poi magari ambasciatori dell’Italia nel loro Paese».






