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Vivere a New Delhi è particolarmente complesso nei mesi autunnali e invernali quando il livello di inquinamento dell’aria, solitamente già molto alto e che spesso assume l’aspetto di una nebbia pervasiva, aumenta ulteriormente. Da tempo le autorità locali stanno provando a migliorare la situazione, ma vari tentativi ambiziosi sono falliti e i prossimi mesi saranno complicati.

New Delhi è la capitale dell’India e una delle sue città più popolose. Dal punto di vista amministrativo si trova nel Territorio Unico di Delhi, che è dotato di un governo locale ma sotto il controllo del governo centrale indiano per molte competenze. Per chiarire: lì parlare di “mesi freddi” è relativo, dato che anche in inverno le temperature restano miti, almeno per gli standard italiani. Tra dicembre e gennaio vanno dai 5 °C ai 25 °C, ed è molto raro che faccia davvero freddo (ma in estate fa molto più caldo).

Negli ultimi giorni il livello medio di PM2,5 – il particolato inquinante più dannoso per la salute – ha superato più volte i 400 microgrammi per metro cubo, e il minimo è stato di 112 microgrammi per metro cubo. Sono quantità che espongono la popolazione a grossi rischi: le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità stabiliscono che la concentrazione giornaliera non dovrebbe superare i 15 microgrammi per metro cubo.