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Ultimo aggiornamento: 14:27

Ogni volta che la propria squadra di calcio segna un gol, vince o perde, l’iperattivazione quasi immediata di specifiche aree del cervello potrebbe guidare le azioni successive. Che possono essere di gioia o rabbia. Ad entrare nel cervello dei tifosi, cercando di spiegare la radici di emozioni e comportamenti estremi, è stato un gruppo di ricercatori guidati da Francisco Zamorano, biologo, dottore di ricerca in Scienze mediche presso la Clinica Alemana di Santiago e professore associato dell’Università di San Sebastián, Santiago del Cile. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Radiology.

Nello studio i ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per monitorare l’attività cerebrale di 60 tifosi uomini (20-45 anni d’età), sostenitori di due squadre rivali cilene (il Colo-Colo e il Club Universidad de Chile), mentre guardavano video di gol, sia a favore che contro. Secondo gli esperti, i tifosi di calcio sono particolarmente noti in Sud America e in Europa per la loro lealtà e il loro entusiasmo verso la propria squadra, il che li rende un campione ideale.

I partecipanti hanno guardato una raccolta di momenti salienti con 63 gol che hanno coinvolto la loro squadra preferita, la loro squadra rivale o una squadra neutrale. Quindi quando visto la loro squadra ottenere un ampio margine di vittoria contro il loro acerrimo rivale, ma anche una significativa sconfitta contro quest’ultimo, ovvero ciò che si potrebbe definire una “batosta”. In particolare, gli studiosi hanno osservato i cambiamenti nel flusso sanguigno mentre la loro squadra vinceva o perdeva. Ebbene, hanno scoperto che vedere la propria squadra segnare un gol e vincere attivava la regione cerebrale associata alla ricompensa, responsabile della creazione di sensazioni di piacere e motivazione. Quando gli scienziati affermano che una parte del cervello è attivata, significa che le cellule nervose in quella regione lavorano di più e quindi hanno bisogno di un maggiore flusso sanguigno, con conseguente rilascio di neurotrasmettitori come la dopamina e l’acetilcolina.