La fine della partita sembra ancora rimbombare nell'aria quando Dominik Szoboszlai si presenta davanti alle telecamere. L'Ungheria è crollata all'ultimo respiro, punita da un gol dell'Irlanda nei secondi finali del recupero: un colpo che ha fatto evaporare il sogno Mondiale e relegato la squadra di Marco Rossi al terzo posto del gruppo F. In campo i giocatori sono rimasti a lungo stesi sull'erba, incapaci di realizzare l'accaduto. Szoboszlai, il leader tecnico ed emotivo, è tra i più distruttivi: prima le lacrime , poi la fatica evidente di rialzarsi per affrontare il rito delle interviste.

Davanti ai microfoni di M4 Sport va in onda una scena che racconta più di qualsiasi analisi. Il capitano arriva con lo sguardo perso, come se cercasse ancora un appliglio per spiegare l'inspiegabile. Le parole, però, non arrivano. Le domande scorrono, le risposte si riducono all'essenziale, quasi a un soffio. Alla domanda “ Quanto fa male? ”, Szoboszlai si limita a un “Tanto”, detto a bassa voce , come se parlarne amplificasse ancora di più il dolore. È un'intervista che dura appena una manciata di secondi ma che pesa come un macigno.

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