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Chiudendo l’incontro, il presidente ha risposto alle domande sulle sue condizioni di salute, liquidando ogni preoccupazione con un semplice “Mi sento benissimo”

In un incontro dai toni oscillanti tra fermezza e apertura, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affrontato una serie di temi di politica estera e interna, delineando un’agenda aggressiva e al tempo stesso contraddittoria. Dallo Studio Ovale, il presidente ha parlato di Venezuela, Messico, narcotraffico, Arabia Saudita e del caso Epstein, mescolando minacce militari, affermazioni polemiche e richieste di trasparenza.

Sulla crisi venezuelana, Trump ha dichiarato di essere disposto “a un certo momento” a parlare direttamente con Nicolás Maduro, pur puntualizzando che il leader venezuelano “non è stato buono con gli Stati Uniti”. Alla domanda se escludesse un intervento militare, il presidente ha risposto senza esitazioni: “No, non lo escludo, non escludo nulla. Dobbiamo solo occuparci del Venezuela”. Secondo Trump, il governo di Caracas avrebbe inoltre “riversato nel nostro paese centinaia di migliaia di persone provenienti dalle prigioni”.