"Siamo chiamati a difendere attivamente l'inequivocabile dignità di ogni essere umano, in tutte le fasi della sua esistenza.

Purtroppo, questo non è sempre così".

Lo ha detto il Papa nell'udienza ai partecipanti al seminario di etica della Asociación Latinoamericana de Sistemas Privados de Salud.

"Strumenti efficaci come l'intelligenza artificiale possono essere manipolati, addestrati e diretti in modo che, per ragioni di opportunità o di interesse personale - siano essi economici, politici o di altro tipo - si generi un pregiudizio, a volte impercettibile, nell'informazione, nella gestione e nel modo in cui ci presentiamo o ci approcciamo agli altri". Il rischio, ha sottolineato Leone XIV, è che le persone finiscano "in una manipolazione perversa che le classificherà in base ai trattamenti di cui hanno bisogno e al loro costo, alla natura delle loro malattie, trasformandole in oggetti, dati, statistiche. Credo che il modo per evitare questo risieda nel cambiare prospettiva, nel percepire il valore del bene con una visione ampia, nel vedere, se vogliamo, come vede Dio, per non concentrarsi sul profitto immediato - ha detto parlando alla associazione che si occupa di salute -, ma su ciò che sarà meglio per tutti, sapendo essere pazienti, generosi e solidali, creando legami e costruendo ponti, lavorando in modo collaborativo, ottimizzando le risorse, affinché tutti possano sentirsi protagonisti e beneficiari dell'opera comune". Per il Pontefice inoltre questa visione "non dovrebbe mai essere separata dall'interazione umana, dalla gentilezza, dal riconoscimento della persona nella sua fragilità e dignità".