Quella in discussione potrebbe essere la prima legge di bilancio scritta anche grazie dall’Intelligenza artificiale. Non è un mistero. I parlamentari di Camera e Senato da mesi oramai hanno preso dimestichezza con gli strumenti di IA generativa. Non è neppure una novità. Diversi deputati e senatori usano già l’IA per interrogazioni e emendamenti. Talvolta in modo esplicito, altre volte meno.
In alcuni casi in modo anche un po’ provocatorio, come ha fatto il deputato di Azione Marco Lombardo, che lo scorso maggio ha presentato un’interrogazione interamente scritta da ChatGpt. Primo caso (ufficiale) in un’aula parlamentare. Ma la legge di bilancio è un’altra cosa. È la più complicata delle leggi. Un atto normativo vasto e tecnico, dove nell’equilibrio tra entrate e uscite spesso si nascondono dettagli, micro-misure (le così dette mancette), effetti di tensioni politiche.
L’uso di chatbot per analizzare emendamenti e modifiche al testo
Mercoledì scorso al termine di una conferenza in Senato su Intelligenza artificiale e economia il senatore Massimo Garavaglia si è congedato in tutta fretta: “Mi spiace molto dovermi allontanare, ma mi attendono 500 emendamenti alla manovra da analizzare. Certo, l’Intelligenza artificiale aiuta, ma comunque serve un controllo”.






