Quando i volontari della Watauga Humane Society, nelle montagne del North Carolina, hanno trovato questo cane legato a un albero, in un angolo silenzioso di bosco, Pepperoni Pizza Slice non aveva più nulla: né acqua, né cibo, né qualcuno che stesse tornando per lui. Solo un nome troppo buffo per la sua storia troppo triste.
Da allora sono passati oltre 170 giorni. E quel cane di cinque anni, con gli occhi attenti di chi ha imparato troppo presto a cavarsela da solo, è ancora lì, dietro una rete, ad aspettare che qualcuno lo scelga.
Il cane che si apre solo quando capisce che può fidarsi
Pepperoni è arrivato al rifugio il 13 maggio. All’inizio non si lasciava avvicinare: scattava, ringhiava, si irrigidiva come un animale che ha imparato che gli umani, a volte, fanno male. Poi, piano piano, si è aperto. “È davvero un bravo ragazzo”, racconta il personale del rifugio. “Ma ha bisogno della persona giusta. Di tempo. Di calma”. Quando Pepperoni impara a fidarsi, si trasforma: diventa giocoso, affettuoso, attentissimo a chi considera “suo”. È intelligente, sensibile. E fragile.
Il problema degli “invisibili”






