Parrucche, cappelli, t-shirt, gilet catarifrangenti, carote peluche. L’onda arancione dell’Inalpi Arena oggi si trasformerà in tsunami, per spingere Sinner e travolgere il suo avversario. Un anno dopo, 364 giorni per la precisione, siamo ancora lì. Stesso posto, il centrale del palazzetto progettato da Arata Isozaki, stesso protagonista: Jannik Sinner, in campo per essere incoronato «campione tra i campioni». Cambia solo il rivale che proverà a sottrargli lo scettro conquistato, primo italiano nella storia del tennis, nel 2024. «Sono super-felice di disputare una finale in casa. Giocare qui è speciale, grazie mille per il supporto», ha detto ieri il fuoriclasse azzurro tra gli «Olè» e i cori del pubblico, dopo aver sconfitto De Minaur.

Un pubblico pronto a tutto per Jannik

Sugli spalti, oggi alle 18, ci saranno Chiara Carotta e il marito Enrico Chiozzi, arrivati da Grosseto. Per essere certi di assistere alla finale hanno acquistato con larghissimo anticipo l’abbonamento per tutti i match: «Abbiamo speso 1.800 euro, ma per Sinner si fa questo e altro. Spiace che Musetti, Bolelli e Vavassori non ce l’abbiano fatta». Jannik è infatti l’unico dei Magnifici quattro azzurri a essere arrivato in fondo. Ad ammirarlo, nella finale, ci sarà anche Alida Scalerandi, 78 anni da Cherasco. Per lei Sinner è molto più di un tennista: «È bravo, educato, intelligente: è un vero modello per i giovani».