BOLOGNA – Una bici bianca, una ghost bike, a segnalare il punto in cui ha perso la vita un ciclista. E’ stata sistemata oggi a Sala Bolognese, all'altezza del cimitero lungo la Trasversale di Pianura, su impulso di Fiab e Salvaiciclisti, nel punto in cui ha perso la vita lo scorso agosto Giuliano Branchini, 76 anni, storico volontario di San Giovanni in Persiceto: ciclista attento ed esperto, è stato travolto e ucciso da un’auto.
Una pedalata, quella verso il cimitero di Sala Bolognese, partita dalla Velostazione di Bologna e da altri centri. Lì è stata collocata la ghost bike, alla presenza delle istituzioni di Sala e San Giovanni e dei famigliari di Branchini. "Essere vicini ai familiari delle vittime di violenza stradale è per noi un gesto necessario e doveroso. Non possiamo normalizzare queste morti”, ha detto Simona Larghetti, consigliera metropolitana delegata alla Mobilità sostenibile. “Giuliano Branchini era un concittadino attento, esperto, che rispettava le regole, che conosceva la strada e usava la bicicletta con cura. Eppure ha perso la vita attraversando una provinciale. È un dolore che ci ricorda, ancora una volta, che la responsabilità della vita e della morte in strada appartiene prima di tutto alle Istituzioni, ma anche a ogni cittadina e cittadino che si mette alla guida. Oggi, mentre il numero di morti e feriti torna a crescere, non dobbiamo abbassare l’attenzione”.






