di Nina Fabrizio "Abbiamo urgente bisogno di pensare la fede per poterla declinare negli scenari culturali e nelle sfide attuali, ma anche per contrastare il rischio del vuoto culturale che, nella nostra epoca, diventa sempre più pervasivo".
Papa Leone va ad inaugurare l'anno accademico della pontificia università Lateranense, quella che, fondata da Clemente XIV nel 1773, è per eccellenza l'università dei Papi, con un legame diretto con tutti i Pontefici, e offre una specie di summa, lui che è stato anche professore, di come deve porsi, oggi, il pensiero cattolico nel mondo.
Leone traccia le sfide ma anche le risposte che la comunità accademica tutta, docenti, presbiteri, laici, studenti, che si richiamano al Vangelo e alla dottrina sociale della Chiesa devono essere in grado di mettere in campo.
Per Prevost, teologia e filosofia devono "innescare cambiamenti rispetto ai drammi e alle povertà" con uno studio volto "al dialogo con le culture", anche "a fronte di un atteggiamento talvolta rinunciatario del pensiero contemporaneo, così come - aggiunge - rispetto alle emergenti forme di razionalità legate al trans-umanesimo e al post-umanesimo".
Parole indirettamente indirizzate al retroterra culturale dei super innovatori della Silicon Valley o alla Elon Musk che prefigurano un mondo popolato da umanoidi e con il sogno della colonizzazione di altri pianeti.






