Nuovo capitolo, con ogni probabilità non quello finale, per la Chiesa dei frati Cappuccini degli ex Ospedali riuniti di Bergamo che l'associazione Musulmani di Bergamo si era aggiudicata all'asta nel 2018 e su cui Regione Lombardia ha deciso di esercitare il diritto di prelazione con una delibera ora giudicata discriminatoria, dalla corte d'appello di Brescia.
Con la Regione intenzionata ad arrivare in Cassazione.
Dopo che per tre anni era stata data in comodato gratuito alla diocesi ortodossa romena, Regione Lombardia, o meglio l'ASST Papa Giovanni XXIII nel 2018 aveva messo in vendita la chiesa con una base d'asta di 418.700 euro.
A sorpresa aveva vinto l'associazione Musulmani di Bergamo con una offerta di circa 450mila euro. E subito era arrivata la reazione della Regione all'ipotesi che la chiesa diventasse una moschea. "Il simbolo della cristianità della cappella della Chiesa Casa Frati di Bergamo sarà salvaguardato - aveva detto allora il governatore Attilio Fontana - perché Regione Lombardia farà valere il diritto di prelazione" dato che l'edificio è vincolato dal Ministero dei Beni culturali.
Nel maggio dell'anno dopo la giunta ha stanziato 452.196 euro per ricomperare l'ex chiesa ma l'associazione Musulmani difesa dall'avvocato Andrea Di Lascio si è rivolta al tribunale.







