"Grazie a un nostro emendamento alla manovra prevediamo interventi sul tema della riqualificazione urbanistica, ambientale e paesaggistica, per l'incentivazione dell'attività di repressione dell'abusivismo edilizio, nonché per la definizione degli illeciti edilizi e delle occupazioni di aree demaniali.
In particolare, saniamo quelle ingiustizie derivate dalla legge del 2003, quando ci furono persone che ebbero la possibilità di accedere alla sanatoria edilizia, mentre altri pur pagando ne rimasero fuori. Chiaramente parliamo di edifici non realizzati in zone rosse, cioè che sono in possesso di titolo abilitativo edilizio, quindi regolarizzabili.
Spetterà però alle Regioni attuare la norma attraverso una legge che indicherà le modalità di accesso. Si tratta di un provvedimento di giustizia per coloro che erano rimasti ingiustamente esclusi. Non rientrerà in questa sanatoria chi ha costruito dove c'è rischio idrogeologico. Con il governo Meloni nessuno resta indietro".
Lo dichiara il senatore di Fratelli d'Italia Sergio Rastrelli, segretario della Commissione Giustizia a Palazzo Madama.
"Riapriamo i termini della sanatoria edilizia prevista dalla legge del 2003. - dice anche Antonio Iannone, senatore di FdI, con un post su Fb allegando l'emendamento depositato in Senato alla manovra - In virtù di quella legge ci sono state persone che hanno avuto la possibilità di accedere alla sanatoria ed altri invece che pure pagando ne sono rimasti fuori per errore della Regione Campania, allora amministrata dal centro sinistra, nel recepimento della norma nazionale. Chiaramente parliamo di edifici non realizzati in zone rosse, cioè che sono in possesso di titolo abilitativo edilizio, quindi regolarizzabili. Spetterà però alle Regioni consentire di accedere alla sanatoria attraverso una legge che indicherà le modalità di accesso".










