Milano, 14 nov. (askanews) – Nella notte tra il 13 e il 14 novembre la Russia ha lanciato un massiccio attacco con missili e droni contro la capitale Kyiv e i suoi sobborghi. Secondo l’edizione on-line del “Kyiv Independent” le prime esplosioni sono state registrate intorno alle 00.45 locali, seguite da altre due ondate tra l’1 e l’1.30.

Il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko, ha riferito al giornale ucraino che i detriti di un drone hanno colpito un edificio residenziale di cinque piani nel distretto di Dniprovskiy, mentre un incendio è divampato al dodicesimo piano di un altro palazzo. Altri roghi sono stati segnalati dall’esercito al decimo piano di un edificio nel distretto di Podilskyi e un altro sul tetto di un immobile di cinque piani nel distretto di Solomianskyi. Si sono registrati blackout in diversi quartieri.

Il vasto attacco russo con missili e droni ha provocato danni in otto dei dieci distretti della capitale. Il capo dell’amministrazione militare della città, Timur Tkatchenko, ha denunciato “colpi contro edifici residenziali” e “numerosi palazzi danneggiati in quasi ogni distretto”, parlando inizialmente di dodici feriti, fra cui una donna incinta.

Il sindaco Vitali Klitschko ha invitato i cittadini a rifugiarsi nei bunker, parlando di “un attacco massiccio contro la capitale”. Incendi sono scoppiati in più quartieri e alcune zone sono rimaste temporaneamente senza riscaldamento per danni alla rete. Situazione difficile anche nell’area metropolitana: il sindaco di Irpin, Oleksandr Markoushyn, ha descritto una “notte difficile” con “molteplici shahed e missili” in sorvolo sulla città. Sul fronte militare, la Russia continua ad avanzare nell’est del Paese, in particolare nella regione di Donetsk dove si concentrano i combattimenti, e prosegue da settimane con bombardamenti contro infrastrutture civili, energetiche e ferroviarie mentre le temperature scendono con l’arrivo dell’inverno.