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Il docente di pedagogia Silvio Premoli: "Un errore aver tagliato i fondi, serve un Ordine"

La tragedia di Trieste - dove ieri una donna in carico ai servizi sociali ha sgozzato il figlio di 9 anni - lascia un retrogusto molto amaro per mille ragioni. È, in fondo, la prova che qualcosa non stia funzionando nell'assistenza data alle persone problematiche e fragili. E scoperchia un vaso di Pandora scomodo ma stracolmo di urgenze.

"Abbiamo un problema sistemico - spiega Silvio Premoli, professore di Pedagogia generale e sociale all'Università Cattolica di Milano ed ex Garante dei Diritti per l'Infanzia e l'Adolescenza del Comune di Milano - Può capitare che un caso venga sottovalutato o non capito fino in fondo da un operatore, ma non possiamo negare che il problema sia generale". Il peccato originale della crisi dei servizi sociali risale al 2008 quando, di fatto, "è stato pesantemente ridimensionato il fondo sociale nazionale". Il ministro Giulio Tremonti all'epoca aveva l'urgenza di ridurre gli sprechi del settore, ma il prezzo è stato alto: fondi insufficienti rispetto all'aumento dei casi e fragilità sociali sempre più evidenti.