Partenza in rosso per le piazze asiatiche. La Borsa di Tokyo inizia le contrattazioni in calo, seguendo il ribasso degli indici azionari Usa, in particolare la correzione della tecnologia in atto al listino del Nasdaq. In apertura l’indice Nikkei cede l’1,22% a quota 50.656,25, con una perdita di 625 punti. Sul mercato dei cambi lo yen continua a trattare sui minimi in nove mesi sul dollaro a 154,60 ed è debole anche sull’euro, a quota 179,80.

Anche Hong Kong parte in territorio negativo: l’indice Hang Seng cede nelle prime battute l’1,22%, scivolando a 26.742,01 punti. Le piazze della Cina continentale non hanno un mood molto diverso: l’indice Composite di Shanghai cede lo 0,29%, a 4.017,73 punti, mentre quello di Shenzhen segna un calo dello 0,69%, a quota 2.528,46.

Tutto questo mentre arrivano i dati cinesi di ottobre su produzione e vendite. La produzione industriale, ha riferito l’Ufficio nazionale di statistica, è salita del 4,9% annuo, a fronte del massimo degli ultimi tre mesi toccato a settembre di +6,5% e delle stime della vigilia a +5,5%.

Le vendite al dettaglio, invece, sono salite del 2,9%, meno del 3% di settembre e più del 2,7% atteso, rallentando per il quinto mese di fila. Gli investimenti in asset fissi hanno avuto un saldo a -1,7% nei primi 10 mesi del 2025 (da -0,50% di gennaio-settembre), con gli investimenti immobiliari in calo di oltre il 14%. Migliora la disoccupazione al 5,1%, dal 5,2 per cento.