In campo e fuori dal campo Jannik Sinner è la star indiscussa delle Atp Finals di Torino.

Prima delle semifinali lo attende un ultimo appuntamento, ininfluente ai fini del torneo in se' ma utile per continuare a coltivare l'ambizione del ritorno al numero 1: la partita con lo statunitense Ben Shelton, già eliminato. Venerdì alle 14 si sfideranno all'Inalpi Arena, e se l'americano ha già un piede sull'aereo per la Florida, l'azzurro pensa al turno successivo, quello che potrebbe aprirgli la porta della finalissima di domenica.

L'entusiasmo per il campione della val Pusteria è alle stelle. L'allenamento in tarda mattina nel foyer dell'Inalpi Arena è stato una bolgia: una massa di tifosi si è accalcata a bordo campo per ammirare da vicino l'idolo di casa. Lui non ha fatto una piega e ha continuato a 'picchiare' sulle palline come un fabbro. Dall'altra parte della rete, in veste di sparring partner, il giovane palermitano Gabriele Piraino. Quasi due ore di scambi intensi per provare le diagonali, il servizio, le volée, le smorzate.

Con un occhio sul maxischermo per vedere come andava il doppio di Andrea Vavassori e Simone Bolelli. A bordo campo, a vigilare su tutto, i coach Darren Cahill e Simone Vagnozzi. Intorno a loro decine di persone, cellulari alla mano per immortalare le prodezze del numero 2 al mondo. Pochi metri sopra, nella lounge affacciata sul campo, Lorenzo Musetti consumava il pranzo. Finito l'allenamento Jannik si è concesso ai tifosi, firmando autografi (un po' ovunque, su palline, cappellini, cartelli, copie di giornale, biglietti e sui bicchieri arancioni delle Finals) e facendo selfie.