Roma, 13 nov. (askanews) – “Bisogna essere chiari, noi siamo garantisti: il garantismo va coniugato in una duplice direzione, l’enfatizzazione della presunzione di innocenza ma la certezza della pena una volta irrogata dopo un giusto processo”. Così ha detto il ministro della giustizia, Carlo Nordio, nel corso della sua lectio magistralis alla cerimonia dei 50 anni della legge dell’ordinamento penitenziario. “La liberazione anticipata lineare è quasi blasfema, perché la stessa religione spiega che per avere il perdono devi fare la confessione, la penitenza e devi avere il fermo proposito di non commettere più il peccato”, ha detto.
Il ministro Nordio ha spiegato: “Il 15 per cento circa di detenuti è in situazione di custodia cautelare di custodia preventiva, e quindi siamo di fronte al paradosso che in Italia può da sempre adesso che stiamo cercando di rimediare – ha spiegato – È abbastanza facile entrare in prigione prima del processo, quando si è presunti innocenti. Ma magari è facile uscirne, o qualcuno vuole farli uscire, dopo la condanna. Quando si è colpevoli conclamati. Questo è un paradosso che i nostri amici stranieri non capiscono, ma è un paradosso che gli altri tanto si presenta si è presentato anche adesso no”.






