Nel novembre 2025 il Tribunale Penale Internazionale dell’Aia ha deciso di rinunciare alla suite Microsoft Office, scegliendo di adottare una piattaforma open source europea, OpenDesk, sviluppata dal centro tedesco per la sovranità digitale ZenDiS. L’obiettivo dichiarato è stato quello di evitare il rischio di dipendenza da un singolo fornitore estero e, soprattutto, di proteggersi da potenziali ricatti o pressioni geopolitiche derivanti dal fatto che molti servizi digitali sono oggi controllati da aziende statunitensi.
La notizia, riportata da Start Magazine, è passata abbastanza inosservata al grande pubblico, ma rappresenta un precedente rilevante per tutte le istituzioni pubbliche che gestiscono dati sensibili e che devono garantire la propria autonomia operativa e decisionale.
La decisione del Tribunale Penale Internazionale (TPI) di abbandonare Microsoft Office per adottare la piattaforma OpenDesk non è stata una mera scelta tecnica, ma una diretta conseguenza di gravi preoccupazioni per la sicurezza dei dati e l'influenza politica esterna, emerse quando il procuratore capo avrebbe perso l'accesso alla propria email Microsoft a causa di possibili sanzioni o pressioni legate alle inchieste del TPI. Questo cambio infrastrutturale è stato, di fatto, una cruciale mossa di autodifesa volta a garantire la riservatezza e l'indipendenza legale, sebbene la stampa generalista abbia mancato di cogliere la portata politica della migrazione, preferendo concentrarsi sulle azioni anziché sulla reazione amministrativa del software.







