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Ultimo aggiornamento: 13:45

Autunno caldo anche per Ikea. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato uno sciopero per il 5 dicembre nei grandi magazzini del colosso svedese. Al centro della protesta il premio di partecipazione, che i sindacati definiscono una “inutile presa in giro” visto che “oltre il 50% dei negozi non percepirà alcun premio e la restante parte riceverà importi del tutto irrisori”. Non è il primo sciopero di quest’anno, segno di una tensione crescente tra le parti dell’azienda.

Il premio, correlato al raggiungimento di specifici obiettivi prefissati precedentemente, coinvolgerà meno della metà dei dipendenti. I sindacati ritengono offensive le giustificazioni aziendali – si parla del “mancato conseguimento di obiettivi” – anche alla luce di “notizie di premi economici erogati alle figure apicali“.

Le motivazioni dell’azienda sono “la distanza dei punti vendita dai centri urbani, il ridotto afflusso di clienti o la concorrenza più agguerrita”. Proprio due anni fa, infatti, la multinazionale aveva deciso di aprire i “Plan and order point” per ridurre la distanza tra il territorio e le sedi. Scelta che ora la Filcams chiede di giustificare, alla luce dei risultati ottenuti, per capire se il il calo della clientela dipende dal marketing, dai prezzi o dai rifornimenti.