Il nuovo libro di Vito Mancuso, ieri a Genova: “Cristo non è arrivato per risorgere, è venuto per morire”
Vito Mancuso a Palazzo Ducale (foto Balostro)
Genova – “La gente chi dice che io sia?” chiedeva Gesù ai suoi discepoli, un paio di millenni fa. Oggi come allora quella domanda riecheggia nelle nostre coscienze disorientate, stordite dal frastuono di un’epoca che non ci permette di trovare risposte, eppure ancora in cerca del divino.
È successo anche ieri in una gremita sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale dove il teologo Vito Mancuso ha fatto risuonare ancora una volta quell’interrogativo che ha attraversato la Storia: “Chi è Gesù?” arrivando - e qui sta la vera sfida - , addirittura a sdoppiarlo: “e chi è Cristo?”.
Non una provocazione ma un invito a ripensare alle fondamenta stesse della fede in un mondo che ha perso la religione ma non il bisogno del sacro. «Gesù e Cristo sono due personaggi diversi», la tesi di partenza di Mancuso, contenuta nelle pagine del suo ultimo libro “Gesù e Cristo”, sorprende, spiazza, disorienta e inevitabilmente coinvolge il pubblico non più solo spettatore ma stimolato ad essere parte di una riflessione collettiva sulla condizione spirituale dell’Occidente contemporaneo.






