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Islam e politica si fondono in un binomio un tempo inedito, oggi forse non più. Il Tempo fin dall’inizio, prima ancora del caso della lista islamica a Monfalcone (in Friuli Venezia Giulia), ha denunciato l’emergere di un fenomeno quantomai preoccupante per la nostra democrazia, ovvero l’imminente nascita di un partito islamico. Le prove si fanno sempre più fitte e gli elementi a sostegno della nostra tesi aumentano costantemente. Tra i nuovi protagonisti in questo scenario c’è Mohammad Hannoun, che da capo dell’Api (Associazione dei Palestinesi in Italia), sembra aver deciso che, forse, parlare solo di Palestina non sia più sufficiente. Ecco, allora, che dopo l’assemblea permanente con Usb (Sindacato di base) e Potere al popolo tenutasi a Piacenza, ce ne sarà un’altra. O meglio, un vero e proprio tour "elettorale". Si tratta di assemblee pubbliche che nulla hanno a che vedere con la causa dei gazawi, bensì con la volontà di «cambiare l’Italia». Il come, al momento, non ci è dato saperlo. Anzi, l’unico indizio è che vogliono «bloccare tutto». Per questo, quindi, il giordano filo Hamas ha lanciato «l’Assemblea pubblica di Crema» e l’«Assemblea pubblica di Mantova», che si terrà presso la Sala Civica il 14 novembre alle ore 16.30. Relativamente alla seconda: «Ne discuteranno con le lavoratrici, i lavoratori e la cittadinanza» la Federazione Usb Provinciale Cremona Mantova, Giovanni Ceravolo di Usb Portuali e Pietro Cusimano, in compagnia di Hannoun.







