In poche righe su X, Elon Musk ha provato a trasformare un’iniziativa istituzionale in una crisi di legittimità. Nel giorno in cui Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, presenta lo “Scudo europeo per la democrazia”, il patron di Tesla e SpaceX accusa l’Unione europea (Ue) di essere un sistema chiuso, «guidato da comitati invece che da cittadini». «Il leader dell’Ue dovrebbe essere eletto dai cittadini, non nominato da un comitato», scrive. «Se la democrazia è la base della libertà, non dovrebbe la tua posizione essere eletta dal popolo?».
Lo “Scudo europeo per la democrazia”, annunciato questa mattina, 12 novembre, a Bruxelles, è il nuovo dispositivo con cui la Commissione vuole proteggere il processo elettorale e il dibattito pubblico da disinformazione, campagne coordinate e interferenze esterne. Il piano prevede la creazione di un Centro europeo per la resilienza democratica, sistemi di allerta rapida fra Stati membri, protocolli per gestire “incidenti informativi” e una cooperazione rafforzata con le grandi piattaforme digitali. Secondo von der Leyen, è «una rete permanente di difesa per la verità, la fiducia e la libertà del voto».
Il progetto nasce all’interno del quadro del Digital Services Act (DSA) e del Digital Markets Act (DMA), in vigore dal 2024, che impongono ai “gatekeeper” obblighi di trasparenza, accesso ai dati e mitigazione dei rischi sistemici. Negli ultimi mesi, in effetti, Bruxelles ha intensificato la vigilanza: in luglio 2024 la Commissione aveva pubblicato “preliminary findings” contro X per presunte violazioni DSA sulla disinformazione e sull’assenza di procedure di content moderation. A settembre 2025 è partito il nuovo sistema di monitoraggio dei flussi informativi, che oggi confluisce nello Scudo.









