(di Valeria Robecco) "Il rischio di proliferazione è una delle principali minacce in un'era in cui per quanto riguarda la sicurezza domina l'incertezza".

L'ambasciatore Maurizio Massari, rappresentante permanente dell'Italia alle Nazioni Unite, fa il punto con l'ANSA al termine dei lavori della Prima Commissione dell'Assemblea Generale Onu, l'organo incaricato di affrontare tutte le questioni legate al disarmo, alla regolamentazione degli armamenti e alla sicurezza internazionale, di cui l'Italia è stata eletta presidente per acclamazione lo scorso giugno.

"La presidenza italiana è stata riconosciuta come un esempio di gestione efficace dei lavori, che ha permesso di terminare la sessione con un giorno di anticipo rispetto al previsto", sottolinea Massari, tracciando una "riflessione sulle discussioni appena concluse che confermano, a 80 anni dai tragici bombardamenti su Hiroshima e Nagasaki, la rilevanza di continuare a sostenere e rilanciare l'architettura di disarmo internazionale, a partire dal Trattato di Non Proliferazione".

I lavori, spiega, sono stati "inevitabilmente influenzati dalle vicende occorse a livello internazionale. Ad un iniziale allentamento dei toni tra Russia ed Usa in coincidenza con lo svolgimento del vertice in Alaska ha fatto seguito una recrudescenza della dialettica tra i due paesi sullo sfondo del mancato svolgimento del vertice di Budapest e del lancio del missile russo Burevestnik e successivamente dell'annuncio americano sulla ripresa dei test nucleari. È rimasta poi elevata la contrapposizione tra Israele e Iran, mentre numerosi interventi si sono soffermati sulla minaccia nucleare rappresentata dalla Corea del Nord. Allo stesso tempo - prosegue - l'annuncio della tregua in Medio Oriente ha avuto un impatto sull'andamento dei negoziati, con la Siria che, per la prima volta, ha votato a favore della Risoluzione sulla Convenzione contro le Armi Chimiche".