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Ultimo aggiornamento: 16:29
Il terremoto è stato talmente violento che risulta impossibile calcolarne le conseguenze. Tanto nel breve, quanto nel lungo periodo. Nei giorni scorsi mondo del pallone turco è stato scosso dalle sue fondamenta. Otto persone, fra cui il presidente dell’Eyupspor, attualmente penultimo in Süper Lig, sono state arrestate lunedì nel corso di un’inchiesta sulle scommesse nel mondo del calcio. Ma è soltanto la punta di un Iceberg dalle dimensioni impressionanti. Per lo stesso motivo la Federcalcio locale, infatti, ha sospeso 1024 calciatori in attesa dell’esito di indagini disciplinari. E fra di loro ci sono anche 27 giocatori che militano nella massima serie nazionale. I grandi club rischiano di uscirne a pezzi. Galatasaray, Besiktas e Trabzonspor hanno due indagati a testa. L’Alanyaspor, ottavo in classifica, ne ha addirittura quattro.
La prima bomba era esplosa venerdì scorso. Il presidente della Federazione calcistica turca, Ibrahim Haciosmanoglu, aveva rivelato in una conferenza stampa che addirittura 371 dei 571 arbitri del calcio professionale turco avevano degli account attivi per le scommesse, mentre 152 giacchette nere scommettevano regolarmente. “Come federazione, abbiamo iniziato a fare pulizia in casa nostra – aveva dichiarato Haciosmanoglu ai giornalisti – Stiamo affrontando una crisi morale nel calcio turco. Tra le figure coinvolte ci sono sette arbitri di alto livello, 15 assistenti di alto livello, 36 arbitri classificati e 94 assistenti classificati”. Un fischietto in particolare sarebbe stato così attivo da piazzare addirittura 18.227 puntate. Altri 42 arbitri avrebbero scommesso su più di mille match ciascuno. L’articolo 57 del codice disciplinare della Federcalcio parla chiaro: gli arbitri sorpresi a scommettere rischiano fra i tre e i dodici mesi di squalifica. Ma vista la vastità del problema in Turchia parlano di un’inibizione minima di otto mesi.










