Un cowboy che canta di redenzione, whiskey e polvere del deserto. Solo che non esiste. Breaking Rust, la band più chiacchierata del momento, è in realtà un gruppo di bit e algoritmi. E la loro canzone, Walk My Walk, è appena arrivata al primo posto nella classifica Country Digital Song Sales di Billboard.
Una voce profonda, un tono vissuto, parole da vecchio cuore americano. Tutto perfetto, se non fosse che dietro al microfono non c’è nessuno. Il cantante è un’intelligenza artificiale. I video? Generati da Ai. Le foto? Pure. Persino il nome dell’autore, Aubierre Rivaldo Taylor, pare proprio inventato da un software: nessuna traccia reale, se non in altri progetti musicali digitali.
Sui social, Breaking Rust si presenta come una band misteriosa, tra tramonti e praterie sintetiche. Su Spotify ha oltre due milioni di ascoltatori mensili, decine di migliaia di follower, e milioni di stream per singolo. Eppure nessuno ha mai visto dal vivo il “cowboy” e gli altri componenti della band.
Per l’industria musicale è un terremoto. Il country, il genere più umano e radicato d’America, oggi ha una star che non respira. Diversi software di analisi hanno rilevato che Walk My Walk è generata artificialmente con una probabilità tra il 60 e il 90%.






