VENEZIA - Prima batosta giudiziaria per il clochard Pasquale Aita, cinquantunenne nato in Germania ma di origini campane che da anni stazionava a piazzale Roma. Ieri il giudice Enrico Ciampaglia lo ha condannato a un anno e 8 mesi di reclusione per la violazione di un Dacur (divieto d'accesso alle aree urbane, noto anche come Daspo urbano) emesso dal Questore. Uno dei tanti provvedimenti di allontanamento da piazzale Roma da lui ignorati, mentre per un paio di altre violazioni il giudice lo ha assolto.
Aita era stato arrestato un mese fa dalla polizia in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere dallo stesso giudice che sta conducendo il processo riguardo la violazione di un numero impressionante di ordini di allontanamento. Il processo si era aperto poco prima dello scorso Natale e aveva per oggetto una quarantina di violazioni riguardo ai Daspo (o Dacur) e un'ottantina di altri capi di imputazione.
L'uomo, negli anni, se l'è presa, tra aggressioni verbali e scritte ingiuriose su tutto il piazzale, con sindaco, assessori, consiglieri regionali, procuratori, forze dell'ordine. Nonostante i tanti decreti di allontanamento e denunce, comunque, Aita dal suo presidio non si è mai mosso. A dicembre la procura aveva persino tentato di arrestarlo ricorrendo al codice antimafia. A fine estate era tornato a bivaccare di fronte all'ingresso del palazzo di Giustizia lasciando rifiuti e anche tracce di urina che appestavano l'aria rendendo difficile anche il lavoro delle guardie giurate all'ingresso della struttura.







