Si era rifatto una vita negli Stati Uniti, con un nome diverso e la convinzione di aver lasciato il passato alle spalle. Ma per Alberto Palla, 63 anni, romano, la fuga è finita. Condannato per violenza sessuale nei confronti della figlia di sei anni della sua ex convivente, l’uomo è stato rintracciato in Alabama e rimpatriato in Italia, dove dovrà scontare la pena definitiva insieme a quelle per una serie di reati patrimoniali. La sentenza era stata pronunciata nel 2020 dalla terza sezione penale della Corte d’appello di Firenze, che lo aveva riconosciuto colpevole al termine di un lungo processo. Subito dopo la condanna, Palla aveva fatto perdere le proprie tracce, lasciando l’Italia e ricostruendosi un’identità oltreoceano.
Le indagini sono partite quando i carabinieri della stazione Roma Bravetta, incaricati di notificargli l’ordine di carcerazione, non lo hanno trovato nella casa di Roma, zona Pisana, dove era sottoposto agli arresti domiciliari. Da quel momento è iniziata una paziente attività investigativa, condotta tra Cerveteri e Civitavecchia, nei luoghi che frequentava abitualmente.
La svolta è arrivata con il tracciamento di un’utenza telefonica intestata a una donna con la quale Palla aveva avuto una relazione. Sul suo profilo WhatsApp compariva una foto che lo ritraeva. L’analisi del traffico telefonico ha poi rivelato che i collegamenti provenivano dagli Stati Uniti.







