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Ultimo aggiornamento: 9:20
Rovistavano tra le salme all’obitorio di piazzale Gorini a Milano, rubando anelli, collane, orecchini e persino una protesi dentaria in oro. È l’accusa che la Procura di Milano muove a sei dipendenti dell’Area servizi funebri e cimiteriali del Comune. Quattro di loro sono ancora in servizio, mentre due, forse fiutando l’indagine, si sono licenziati nei mesi scorsi. L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Bruna Albertini e dal pm Antonio Cristillo e riportata oggi dai principali quotidiani, è nata lo scorso anno grazie alle segnalazioni dei familiari dei defunti, che avevano denunciato la misteriosa scomparsa di gioielli dai corpi dei loro cari.
Gli investigatori della Polizia Locale, guidati dal comandante Gianluca Mirabelli, hanno ricostruito un modus operandi che si svolgeva in due fasi: i furti avvenivano sia nelle camere mortuarie dell’obitorio di piazzale Gorini, sia, in modo ancora più odioso, nelle abitazioni dei defunti durante le operazioni di recupero dei corpi. Approfittando dell’assenza di parenti stretti o dello choc del momento, gli addetti comunali agivano – secondo le indagini – indisturbati, sottraendo preziosi di ogni genere. In un caso specifico, è stata portata via un’arcata dentaria d’oro a una donna morta in un incidente stradale.







