Dopo un anno di assenza dal Mediterraneo, Medici senza Frontiere, la più grande organizzazione umanitaria, ha deciso di tornare in mare con una nuova nave. Più piccola e dai costi sostenibili, in risposta alle politiche restrittive del governo.
La Geo Barents, richiamata in porto a dicembre 2024 per i contraccolpi economici dovuti alle politiche dei porti lontani del Viminale, lascia ora il posto ad una nave più piccola e dai costi più sostenibili, la Oyvon, ex nave ambulanza in Norvegia, che batte ora bandiera tedesca e il cui nome significa “ speranza per l’isola”.
“La decisione di Msf di impiegare una nave più piccola e veloce – spiega il capomissione di Msf Juan Matias Gil – è una risposta strategica a leggi e misure sempre più restrittive del governo italiano che mirano ad ostacolare le attività di ricerca e soccorso delle navi umanitarie. Riprendiamo le operazioni perché abbiamo il dovere di soccorrere chi si trova in difficoltà in mare”.
L’equipaggio di Msf a bordo della nave Oyvon prevede la presenza di un medico e un infermiere, pronti a fornire cure mediche in situazioni di emergenza e ad assistere i pazienti in caso di ipotermia, inalazione di carburante, ustioni da benzina e ferite causate da abusi e detenzioni in Libia.






