Un’ombra antica si aggira di nuovo tra i villaggi della taiga. Quasi estinte a metà del secolo scorso, le tigri di Amur sono tornate a popolare le steppe siberiane. Ma oggi, spinte dalla fame e da un ecosistema in rovina, non cacciano più soltanto nelle foreste: arrivano fino alle porte delle case.

Il ritorno del fantasma della foresta

Per anni, la tigre di Amur – conosciuta anche come tigre siberiana – è stata così rara nell’Estremo Oriente russo da essere chiamata “il fantasma della foresta”. Poi, dal 2020, qualcosa è cambiato. Sempre più spesso i felini si sono spinti oltre i loro confini naturali, fino ai centri abitati della regione di Primorsky e di Khabarovsk.

Gli attacchi sono cominciati ai margini dei villaggi. Prima i cani da guardia, poi i cavalli, infine gli uomini. “Gli attacchi sembravano arrivare dal nulla – scrive il Guardian – . All’inizio, le tigri afferravano i cani ai margini dei villaggi... poi gli attacchi agli uomini sono cominciati. È stato l’inverno più letale per gli attacchi di tigre in Siberia da decenni”.

La catena spezzata: fame e malattie