«Ispirare i giovani a qualcosa di buono, questo ci vuole». Fabio Basile è un judoka di 31 anni, vincitore della medaglia d’oro Olimpica ai giochi di Rio 2016 e atleta del gruppo sportivo dell’esercito, a cui dice di dover molto, dal 2013. Originario di Rivoli, ha cominciato il suo percorso nel Judo con il Club 2011 Avigliana per arrivare alle vette più alte vincendo un’Olimpiade, a Rio, e partecipando poi a quella di Tokyo, dopo un terzo posto al prestigioso Grand Slam di Parigi. Ospite a Casa Tennis durante le Atp Finals, a due passi dalla propria città natale, racconta cosa l’ha condotto ai successi che ha riportato nella sua carriera.
Qual è stata la caratteristica principale che le ha permesso di vincere così tanto?
«La perseveranza è sempre stato il punto forte nella mia carriera. Tutti pensano sia stato il talento, perché io fin da ragazzino vincevo gli incontri molto facilmente. Però quando arrivi ai livelli massimi, come il torneo che abbiamo visto oggi, quello che ti aiuta non è tanto il talento, ma la perseveranza».
Come ha affrontato i momenti più difficili della sua carriera?
«Ce ne sono stati tanti e io penso che un atleta per arrivare al massimo deve toccare il fondo. La risalita può essere brutta, difficile e quasi impossibile, ma è la cosa più bella che ci sia. Dopo che tu risali sei antiproiettile. E di momenti difficili in una carriera ce ne sono miliardi, ma come anche nella vita quotidiana di una persona normale».







