«Viviamo un tempo terribile e disperato, il mondo si sta sgretolando di fronte a noi e le persone si sentono in pericolo. È un mondo insicuro, dove lavori oggi e non lavori domani, i contratti sono spariti e c’è molta povertà» e dove crescono nuovi estremismi e «forse non sono fascisti ma usano le loro modalità». Così Ken Loach, a 89 anni, in un passaggio della sua Lezione magistrale, in collegamento dal King's College di Londra, in occasione della cerimonia di conferimento della laurea ad honorem in Scienze filosofiche da parte dell'Università di Bologna, proposta dal dipartimento di Filosofia d'intesa col Dipartimento delle Arti dell'Alma Mater.

«Non so come vada nel vostro Paese, ma nel nostro sta succedendo qualcosa a cui sto pensando ora: molte famiglie non mangeranno, la gente muore senza carità», continua Loach. «Lo vediamo nel nostro Paese e - insiste il cineasta - lo vediamo negli Stati Uniti, dove la rabbia e la disillusione vengono sfruttate, vengono alimentate. La gente viene resa più arrabbiata, più disillusa. E l'altra tattica, naturalmente, è trovare un capro espiatorio, qualcuno da incolpare». A più riprese inoltre, Loach torna a criticare il modello della sinistra progressista e laburista in Inghilterra e in Europa, che non ha fatto abbastanza per contrastare la concorrenza del capitalismo nel mercato del lavoro internazionale e, anzi, lo ha di fatto favorito.