Un omicidio efferato, dietro cui si sarebbe un giro di truffe e il cui movente sarebbe un tentativo di estorsione.
È quello del cryptomilionario russo Roman Novak e di sua moglie Anna, i cui corpi sono stati ritrovati smembrati e sepolti nel deserto a Hatta, a sud-est di Dubai, a circa un mese dalla loro scomparsa.
La morte sarebbe avvenuta dopo un incontro con aspiranti investitori. Ma i condizionali sono d'obbligo in una storia fumosa in cui le verifiche sono complesse. Di certo c'è che otto presunti responsabili sono già stati individuati dagli investigatori russi, anche se qualcuno ventila che si tratti di una messa in scena della coppia per sfuggire al proprio passato.
Perchè quella di Roman Novak, di 38 anni e originario di San Pietroburgo, non era certo una vita specchiata. In Russia ha ancora un debito ufficiale di oltre 6,4 milioni di rubli (poco meno di 700 mila euro), hanno riferito alla Tass le forze dell'ordine locali. Nel novembre 2020, Roman Novak era stato condannato a sei anni di carcere per frode, ricorda sempre la agenzia russa. Le sue vittime, scrive il giornale online di San Pietroburgo Fontanka, erano diversi investitori che avevano puntato milioni nel software di scambio di criptovalute Transcrypt, per poi perdere tutto.







