Da eroe a mostro, il passo è breve. Almeno per un attore come Russell Crowe. Indimenticabile Massimo Decimo Meridio ne Il gladiatore, simbolo di coraggio e lealtà, l’attore premio Oscar torna oggi sul grande schermo con uno dei ruoli più inquietanti della sua carriera: quello di Hermann Göring, il gerarca nazista e braccio destro di Hitler, nel film Norimberga di James Vanderbilt, in uscita in Italia il 18 dicembre. E sarà, senz’altro, uno dei titoli di punta del nostro Natale cinematografico.

Ambientato all’indomani della Seconda guerra mondiale, il film ricostruisce la genesi e lo svolgimento del celebre processo di Norimberga, in cui gli Alleati misero sotto accusa i massimi responsabili del Terzo Reich. Al centro della storia, però, non c’è solo la dimensione storica o giudiziaria, ma un confronto psicologico serrato: quello tra Göring (Crowe) e lo psichiatra militare americano Douglas Kelley, interpretato da Rami Malek. È lui a ricevere l’incarico di valutare la sanità mentale dei gerarchi nazisti, nella speranza di capire se il male che hanno incarnato sia frutto di follia, di cieca obbedienza o di una lucida, consapevole volontà di distruzione.

FINALMENTE CROWE TORNA A SFODERARE LA SPADA