“Tossicologici a Paolo… ai cani e ai padroni nulla”. La tragedia dei tre rottweiler che l’11 febbraio 2024 hanno sbranato e ucciso Paolo Pasqualini mentre correva nel bosco di Manziana, alle porte di Roma, continua a suscitare dubbi e polemiche. L’indagine è stata chiusa: la procura di Civitavecchia ha ipotizzato per i proprietari l’omissione colposa, senza però contestare alcuna imperizia nella gestione dei cani. Eppure, i carabinieri della stazione di Manziana avevano trovato il cancello aperto e rilevato diverse impronte di cane impresse nel fango, elementi che sollevano interrogativi sulla dinamica dei fatti.
Paolo Pasqualini ucciso dai rottweiler: “Sui social i padroni li chiamavano Tridente d’attacco”
di Andrea Ossino
A pochi giorni dall’udienza preliminare fissata per il 12 novembre, la sorella della vittima, Priscilla Pasqualini, con il supporto dell’avvocato della famiglia, il penalista Aldo Minghelli, chiede ulteriori chiarimenti. L’obiettivo è capire esattamente come i cani siano riusciti a fuggire, perché il cancello sia stato lasciato aperto, “perché i rilievi siano stati fatti solo sulla recinzione interna e non su quella perimetrale dell’abitazione” per fare piena luce su una vicenda che continua a provocare dolore e polemiche. La presenza dell’impronta sul fango, in corrispondenza del segno di pneumatici, potrebbe indicare che i tre molossoidi non siano semplicemente scappati da un foro nella rete, come si era ipotizzato inizialmente, ma che siano fuggiti una volta aperto il cancello dell’abitazione. Aprendo così la strada alla tragedia: Paolo, 39 anni, è morto per “lesioni delle vie aeree principali conseguenti a morso canino”. Per quei fatti il padrone dei tre molossoidi, Patrizio Pintus, è accusato di omicidio colposo. Proprio come l’ex compagna, la donna a cui da sette mesi erano stati affidati i cani, Giovanna Minelli. Ma ora la richiesta della famiglia e del legale è di andare più a fondo, non tralasciando alcun dettaglio e facendo luce sulle modalità della fuga dei tre cani di 5 anni: Apollo, Aron e Aria, il più esile pesava 40 chilogrammi.






