Una frase come «qui il mondo va alla rovescia, ora le donne pensano di prendere il potere» è tra le dichiarazioni che hanno portato al deferimento di Paolo Tavian, presidente della Federazione italiana sport paralimpici invernali (Fisip), accusato di violazioni gravi dei principi di lealtà e correttezza sportiva.
Dopo sei mesi di indagini, il procuratore Stefano Comellini ha contestato a Tavian una serie di comportamenti ritenuti abusivi e intimidatori, tra cui pressioni psicologiche, offese e minacce nei confronti del personale federale.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Tavian avrebbe preso di mira la segretaria generale Sonia Nolli, escludendola dalle decisioni operative, insultandola davanti ai colleghi e arrivando perfino a chiedere ad altri dipendenti di controllarla. In ufficio, raccontano i testimoni, erano frequenti scatti d’ira e bestemmie.
Le conseguenze, secondo l’inchiesta, sono state pesanti: Nolli è stata declassata, si è vista togliere le password di accesso al sistema informatico e sostituita con una persona di fiducia del presidente — un uomo. Da mesi la dirigente è in cura farmacologica e psicologica, mentre due collaboratori si sono dimessi senza preavviso per il clima di forte stress.







