Un tempo c’erano le guide da consultare prima di partire per un viaggio. Poi sono state sostituite da Internet, i social, tripadvisor… Ma non sempre ci si fida e quindi, non solo i più nostalgici, sono ritornati alla carta, ma con i suggerimenti preziosi scritti da insiders. È il caso della Guida di Charmen dedicata a Boston che si legge tutta d’un fiato, come un bel libro, prima di partire. Niente di meglio per una destinazione discreta, capace, più che di stupire «con effetti speciali», di ammaliare con una bellezza ed eleganza discrete, da grande dame.
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Così è Boston, The Hub, stile decisamente europeo, animo liberal da sempre e primati di grandezza tipicamente statunitense, ma di una classe a parte. Come una settantina di atenei nella Greater Boston. Come un istituto con il destino nel nome (anzi nell’acronimo), MIT come Massachusset Institut of Tecnology, MIT come MITICO. Mix di tradizione irlandese Downtown, italiana nel North End, ma anche cinese a Chinatown e afro-americana e creola a Roxbury.
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Da Beacon Hill, settecentesco quartiere della ricchezza e del sogno americano di impeccabile stile federale dove andare a comprare nell’alimentari che serviva la famiglia Kennedy, a Cambridge nel museo a cielo aperto del campus del MIT. Dai Jazz Club nascosti come speakeasy a un english afternoon tea alla Boston Public Library. Dai parchi pubblici noti (Come il Boston Common sulla cui panchina fu girata la più famosa scena di Will Hunting - Genio Ribelle) a quelli più nascosti dove passeggiare o fare jogging nel Boston Emerald Necklace, a cui l’autunno dona colori come lampi di luce cosmica.






