Un imprenditori del settore orafo e il titolare di un’agenzia immobiliare. Due amici accomunati dalla passione per il volo. Si chiamano Mario Paglicci, 77 anni di Arezzo, e Fulvio Casini, 67 di Sinalunga, i due uomini che viaggiavano a bordo dell’elicottero civile disperso ieri pomeriggio nella zona Alpe della Luna, al confine tra Toscana e Marche. Di loro si erano completamente perse le tracce, fino a quando questa mattina, pochi minuti dopo le 9, i soccorritori non hanno avvistato i resti del veicolo in un crinale vicino al comune di Badia Tedalda. Attorno alle 15 di ieri dall’elicottero era stato lanciayo un sos, segnalando un’avaria. Una telefonata di emergenza. Poi il mezzo è scomparso dai radar.

Paglicci è uno dei nomi più noti del settore orafo aretino: «Un riferimento per tutto il distretto, un pilastro dell’industria locale» raccontano dal comparto. Aveva iniziato che non era neppure ventenne. Oggi il gruppo Paglicci, attivo dagli anni Sessanta in particolare nel settore dei gioielli e della moda, vende oggi in 40 nazioni, conta 150 milioni di fatturato e ha 220 dipendenti. Conta più sigle al suo interno. Un’azienda portata avanti negli ultimi anni dai suoi due figli: Gianluca e Maria. Casini guida invece da anni un’agenzia immobiliare molto conosciuta nel senese. La sua famiglia ha trascorso gran parte della vita nel Comune di Sinalunga. Ha una figlia. Come Paglicci anche lui è appassionato di voli. Il loro mezzo, un Augusta Westland 109, era partito nel primo pomeriggio di domenica da Venezia ed era diretto al centro di volo “Serristori” di Castiglion Fiorentino, sempre nell’Aretino. I soccorritori dopo un pomeriggio e una notte di ricerche hanno ritrovato il mezzo, distrutto, in un’area boschiva piuttosto impervia nel territorio aretino.