Nelle riforme della Chiesa, "non siamo frettolosi e superficiali: scaviamo a fondo, liberi dai criteri del mondo, che troppo spesso pretende risultati immediati, perché non conosce la sapienza dell'attesa".
Sono indicazioni che tracciano la linea che intende dare al suo pontificato, quelle che arrivano da papa Leone celebrando questa mattina una speciale messa a san Giovanni in Laterano, "madre" e "capo" di tutte le chiese e che forniscono anche le chiavi di lettura del prossimo grande appuntamento lanciato da Leone.
Al compimento dei primi sei mesi di pontificato e quando si comincia a intravedere anche la conclusione del Giubileo, fissata per il 6 gennaio con la cerimonia di chiusura della Porta Santa, Leone convoca per il 7 e l'8 gennaio una riunione straordinaria di tutti i cardinali.
Il suo primo concistoro di fatto: quello che aveva presieduto il 13 giugno scorso, infatti, era stato poco più di una formalità per stabilire le date delle canonizzazioni di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis da riprogrammare dopo la morte di Francesco.
La riunione avverrà così all'indomani della conclusione dell'Anno santo quasi a voltare pagina rispetto a un anno che era già stato disegnato prima della sua elezione, compreso il viaggio in Turchia con la tappa a Nicea nell'anniversario dei 1700 anni dal Concilio, già nell'agenda di Francesco.








