Caricamento player
Un tribunale federale di Washington ha dichiarato non colpevole Sean Dunn, l’uomo che lo scorso 10 agosto era stato arrestato per aver lanciato un panino della catena Subway contro un agente della polizia di frontiera statunitense. Dunn, che ha 37 anni e in quel momento lavorava come impiegato del dipartimento di Giustizia, lo aveva fatto come gesto di protesta contro l’invio nella capitale statunitense della Guardia Nazionale, la principale forza di riservisti dell’esercito statunitense, deciso dal presidente Donald Trump. «Perché siete qui? Non vi voglio nella mia città», aveva urlato agli agenti in quell’occasione, definendoli tra le altre cose «fascisti».
Ad agosto un gran giurì di Washington si era rifiutato di incriminare Dunn per il reato di aggressione grave (“felony assault”). I procuratori avevano quindi deciso di incriminarlo per “misdemeanor assault”, un reato che prevede pene più lievi. Il gran giurì è un organo con poteri speciali che deve decidere se ci sono prove sufficienti a incriminare una persona accusata di reati particolarmente gravi.
Dunn è stato assolto dall’accusa perché il giudice Carl Nichols ha stabilito che il lancio del panino non potesse essere inquadrato come un atto violento, ma solo come un gesto di protesta. Martedì durante il processo Gregory Lairmore, l’agente che era stato colpito, aveva detto che il panino gli era «esploso addosso» e che «odorava di cipolle e senape», aggiungendo che da allora è diventato oggetto di scherno da parte dei suoi colleghi. Nel controinterrogatorio i legali di Dunn hanno smentito la sua ricostruzione, mostrando una foto in cui si vedeva il panino ancora avvolto nella carta.













