È la notte del 21 agosto in centro a Firenze. Sono circa le 2.30. Un giovane di 19 anni entra in un ristorante a due passi da piazza della Signoria. La saracinesca è abbassata a mezza altezza. Non c’è più nessuno all’interno, è rimasta solo una cameriera che riordina prima della chiusura. Il giovane si avvicina a lei, chiede di bere insieme uno shot, ma dopo due bicchieri l’aggredisce: la spinge a terra, la minaccia con un coltello. Poi la violenta, prima di scappare per l’arrivo di alcuni passanti attirati dalle urla. Uscendo, le ruba anche 200 euro. I passanti riprendono con un cellulare parte della brutalità dentro il locale. E l’uomo nella fuga perde anche la carta d’identità. Nel giro di poche ore viene così rintracciato e arrestato. Adesso per quei fatti dovrà affrontare il processo. Assistito dall’avvocata Eleonora Cassi, ha chiesto il giudizio abbreviato. E per il prossimo 18 dicembre è stata fissata l’udienza. Le accuse per lui, che viveva in un centro di accoglienza prima di ricevere la misura cautelare, sono di violenza sessuale, lesioni e rapina.
La notte dell’aggressione, al ristorante giungono gli agenti della polizia municipale e i carabinieri della stazione di Santa Maria Novella. Raccolgono prove e testimonianze. La donna si reca invece in pronto soccorso, sotto shock e confusa, e racconta quanto successo: l’arrivo dello sconosciuto che inizia a importunarla, lei che persino gli offre dei soldi implorandolo però di andare via e lasciarla in pace. Fino a quando il 19enne non decide di afferrarla e scaraventarla sul pavimento, facendole anche battere la testa al suolo. Poi i momenti successivi tra panico, urla, lacrime. La donna che più volte gli chiede di smettere e allontanarsi.












