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Voli cancellati e più di 1.200 aerei in ritardo nei maggiori aeroporti americani: ecco dove si registrano le maggiori criticità dovute allo shutdown e cosa accadrà dalla prossima settimana
I cieli americani sempre più nel caos: aumentano di giorno in giorno le cancellazioni dei voli aerei per lo shutdown, ovvero il blocco delle attività governative non essenziali. A oggi sono oltre 800 le cancellazioni e più di 1.200 i ritardi che colpiscono i maggiori aeroporti statunitensi.
Come ha spiegato il segretario al Tesoro Sean Duddy, il traffico aereo nei principali aeroporti è stato ridotto del 4% ma la riduzione salirà al 10% la prossima settimana (entro il 14 novembre), come da ordini della Faa (Federal Aviation Administration) se lo shutdown continuerà. Dal canto loro, le compagnie aree stanno cercando di gestire i tagli cancellando i voli nazionali con meno passeggeri e senza toccare quelli internazionali. Tra gli aeroporti più grandi interessati dalle criticità ci sono New York, Chicago e Los Angeles per la mancanza di controllori di volo. I tagli, secondo le autorità, sono necessari per garantire la sicurezza dei voli.










