Sono state sospese le ricerche degli alpinisti ancora dispersi in Nepal, sul ghiacciaio Yalung Ri. Lo scrive uno dei componenti della spedizione, Manuel Munari, sul profilo Facebook di Avia Mea. «Purtroppo, dobbiamo annunciare che la missione Yalung Ri è stata sospesa a causa della forte presenza di neve supercompatta, rendendo impossibile scavare al momento», si legge nell’ultimo aggiornamento. «Monitoreremo le condizioni e valuteremo le opzioni in futuro».

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Oltre al biologo 37enne Marco Di Marcello, risultano dispersi anche un altro italiano, l’altoatesino Markus Kirchler, il tedesco Jakob Schreiber e i nepalesi Mere Karki e Padam Tamang. «Secondo quanto abbiamo capito – ha riferito Gianni Di Marcello – le condizioni meteo per il volo non sono ideali e la neve su cui lavorano i soccorritori è molto compatta e piena di detriti rocciosi su cui è difficile scavare». Ieri si diceva che erano sempre più «scarse le probabilità di sopravvivenza».

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Dei cinque escursionisti italiani in Nepal non si avevano più notizie da giorni fino alle notizie diffuse ieri dalla Farnesina che annunciava che i cinque alpinisti della provincia di Como sono stati contattati e stanno bene. Partiti con un'agenzia di Milano, i cinque stanno facendo un trekking verso il campo base del Makalu, poco più a ovest della valle del Khumbu, luogo diverso da quello in cui si sono verificati gli incidenti che hanno coinvolto gli altri alpinisti italiani. Nel loro caso, si tratta di un itinerario che si svolge a medie-basse quote dove al massimo si giunge a 4.800 metri. Sarebbero stati irraggiungibili nei giorni scorsi perché senza connessione. I cinque escursionisti, che fanno parte tutti del Cai di Menaggio, hanno reso noto che proseguiranno il loro programma. Il loro rientro a Kathmandu è previsto per il prossimo 8 novembre.