Non c’è due senza tre. È stato fermato di nuovo l’uomo che il 30 ottobre, alle 7 del mattino, aveva steso il bucato davanti al Duomo di Milano e che già aveva dato in escandescenze il 16 dello stesso mese. Stavolta l’hanno pizzicato di nuovo in Duomo, non stendeva i panni ma si aggirava nella piazza in stato di evidente alterazione. Insomma, un recidivo. L’immagine della cattedrale “sfregiata” aveva fatto il giro del mondo, indignando l’opinione pubblica.

Sui social i commenti sullo stato di degrado in cui versa la città hanno riempito le diverse pagine Instagram e Facebook. Ma al di là dell’ironia di alcuni utenti, ciò che è emerso è lo sdegno di chi ogni giorno vive in una città sempre più allo sbando. E non c’è da stupirsi dei commenti negativi arrivati da istituzioni e cittadini, visto che quanto accaduto è avvenuto in pieno giorno, davanti agli occhi di tutti e in uno dei luoghi più simbolici e importanti della città. L’ennesimo “biglietto da visita” di cui il capoluogo lombardo avrebbe potuto fare a meno.

In quell’occasione l’uomo era stato prontamente portato all’ospedale San Paolo per una valutazione psichiatrica, ma a pochi giorni da quell’episodio ecco che viene nuovamente fermato in piazza Duomo dalla Polizia locale. Ricordiamo ai lettori che il cittadino egiziano era stato autore di un episodio analogo anche il 16 ottobre scorso e, anche in quell’occasione, era stato fotosegnalato dalle forze dell’ordine. Ieri, a seguito dei controlli, la Questura di Milano ha disposto il suo trattenimento presso il Cpr di via Corelli in attesa di convalida. In particolare, l’uomo è stato fermato dopo essere stato trovato in forte stato di agitazione, tanto che si è reso necessario il ricovero nel reparto di psichiatria del Niguarda per sette giorni.