C’è una “elevata certezza” dietro l’uso dello spyware italiano in Russia per violare chi usa Google Chrome ci sia la mano di un “gruppo statale”. Hacker di Stato, quindi. Ne è convinto Boris Larin, ricercatore capo in sicurezza informatica del global research and analysis team di Kaspersky, il colosso russo della cybersecurity che ha rilevato la minaccia.
Una vulnerabilità scoperta in Chrome, sfruttata nei primi mesi del 2025 per colpire organizzazioni e aziende in Russia e Bielorussia. Un attacco che ha utilizzato strumenti di spionaggio digitale creati da Memento Labs, società italiana specializzata in tecnologie di cyber intelligence, nata dalle ceneri della più nota Hacking Team di Milano. A colloquio con Italian Tech, l’esperto informatico racconta che il gruppo di lavoro che per la società monitora e analizza le minacce informatiche avanzate “ha presentato una ricerca con prove che collegano il successore di HackingTeam, Memento Labs, a una nuova ondata di attacchi di spionaggio informatico”.
Un software italiano è al centro di una vasta campagna di spionaggio in Russia
28 Ottobre 2025
La scoperta di questa vulnerabilità di Chrome - uno zero-day, ovvero una vulnerabilità non ancora nota né corretta dai produttori - permetteva a uno spyware quindi di superare le barriere di sicurezza del browser e di eseguire codice dannoso nel computer della vittima. Lo spyware è chiamato Dante ed è prodotto da Memento Labs. “Abbiamo esaminato gli ultimi campioni dello spyware HackingTeam Remote Control System (Rcs) e abbiamo riscontrato significative somiglianze tra le versioni più recenti di Rcs e Dante nelle analisi condotte nel 2025”.








