VENEZIA - Il processo d'appello a Filippo Turetta, che già aveva rinunciato a ricorrere contro la sentenza che lo condanna all'ergastolo per l'omicidio dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin, non si farà. Con una decisione ponderata fino all'ultimo, anche la Procura generale ha alla fine deciso di non impugnare la sentenza di primo grado che aveva già comminato il massimo della pena al giovane, riconoscendo l'aggravante della premeditazione, ma non quelle della crudeltà e dello stalking.

Proprio sul riconoscimento anche di queste due aggravanti verteva l'appello proposto dalla pubblica accusa. Ma la decisione di Turetta, comunicata solo qualche settimane fa, con una lettera dal carcere, in cui ribadisce il suo pentimento e la volontà di espiare la pena, ha cambiato il quadro. Tanto da spingere la Procura generale a fare un passo indietro, a solo una settimana dall'inizio del processo davanti alla Corte d'assise d'appello, fissato per venerdì prossimo in aula bunker a Mestre. Un'udienza che, a questo punto, si limiterà a prendere atto delle rinunce agli appelli.

Turetta, la Procura generale rinuncia all'appello contro l'ergastolo. Gli avvocati di Cecchettin: «Cristallizzata così l'aggravante della premeditazione»